martedì 18 settembre 2018

COSA E' LA CLASSE DI ESERCIZI DI BIOENERGETICA

 

"Gli esercizi bioenergetici, se praticati regolarmente e in modo non competitivo, possono favorire in chi li esegue, maggiore padronanza di sé, una respirazione più profonda, una consapevolezza maggiore del proprio corpo e del senso di radicamento, sensazioni più intense, più vitalità e spontaneità, in una parola, promuovono il piacere di essere vivi!" (Alexander e Leslie Lowen)

 

La Classe di Esercizi di Bioenergetica costituisce una parte integrante della Bioenergetica, una forma di terapia psicocorporea messa a punto dal medico psicoterapeuta Alexander Lowen (1910-2008) a partire dagli anni Cinquanta e sviluppata in oltre quarant'anni di attività terapeutica. Secondo la bioenergetica il corpo e la mente funzionalmente sono identici, cioè quello che succede in uno riflette quello che succede nell'altra e viceversa, di conseguenza gli esercizi bioenergetici coinvolgono non solo il corpo ma l'intera unità biopsichica.

L'analisi bioenergetica affonda le sue radici nell'analisi del carattere di Wilhem Reich (1879-1957) di cui Lowen fu allievo. Con Reich e con la sua scuola il corpo entra con forza nella storia della psiocanalisi. Egli scoprì che le resistenze dei pazienti non erano altro che atteggiamenti difensivi: difese non soltanto psichiche ma anche strutturate nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche. Reich chiamò queste strutture difensive "armature caratteriali".

La determinazione e la capacità di valutazione clinica di Lowen gli consentirono di ampliare e indirizzare in modo nuovo ed efficace le osservazioni e la metodologia d'intervento terapeutico del suo maestro, trasformandole in modo originale e sviluppando l'Analisi bioenergetica, una terapia psicocorporea centrata sulla riattivazione dei processi energetici (respirazione, movimento, sblocco delle emozioni trattenute) e sull'elaborazione analitica di tali processi. Lo scopo della bioenergetica è quello di rilassare le contrazioni muscolari, permettendo così di far affiorare alla coscienza le emozioni che hanno provocato questi blocchi e di restituire alla persona uno stato di naturale carica energetica. Nell'analisi bioenergetica di Lowen, l'informazione fornita dal corpo dei pazienti viene usata in modo diagnostico, mentre gli interventi fisici sono utilizzati per facilitare i cambiamenti nel corpo dei pazienti e per aumentare la loro consapevolezza psicologica dei conflitti che si manifestano nei loro corpi.

Il lavoro della bioenergetica sul corpo comprende trattamenti con le mani e particolari esercizi. I primi consistono in massaggi, pressione controllata e leggeri contatti per rilassare i muscoli contratti. Gli esercizi intendono aiutare chi li pratica a entrare in contatto con le proprie tensioni e rilasciarle tramite movimenti appropriati.

Gli esercizi bioenergetici si possono eseguire individualmente, in coppia e in gruppo. Qualora si tratti di un gruppo si parla di "classe di esercizi". Ma la parola "classe" sottointende due significati: il primo come sequenza strutturata di movimenti, il secondo appunto come gruppo di persone che hanno il medesimo obiettivo. Le persone che costituiscono la classe, attraverso la guida e l'aiuto di un conduttore, eseguono specifici esercizi volti a sciogliere tensioni e blocchi muscolari nelle diverse aree del corpo. Quando con gli esercizi il corpo si libera dalle tensioni, l'energia intrappolata nei muscoli contratti riprende a circolare e le persone possono rientrare in contatto con le parti di sé che si erano chiuse alla loro percezione.

La classe delle durata di un'ora e mezzo circa, con cadenza settimanale  o quindicinale, si articola in una sequenza di precisi esercizi; una sequenza armoniosa e strutturata, affidata alla guida del conduttore.

La fasi di lavoro di una classe si possono riassumere così:

- Ascolto di sé

- Esercizi di radicamento e esercizi di preparazione e riscaldamento

- Mobilizzazione dell'energia e attivazione della classe attraverso esercizi di carica, libera espressione e scarica; esercizi espressivi e/o relazionali

- Rilassamento

- Fase di integrazione - contenimento

Il tutto rispettando la mobilizzazione di tutti i principali segmenti corporei e il principio che ogni movimento dovrebbe partire dal basso e fluire poi in tutto il corpo.

Sono numerosi e diversi gli esercizi che possono rientrare in una classe: posizioni di base e radicamento; esercizi di praparazione e riscaldamento; di respirazione; esercizi di rotazione; esercizi per il viso; esercizi espressivi; esercizi per la sessualità; esercizi in coppia, esercizi di gruppo; il rilassamento. Molti possono anche essere creati al momento rispettando una logica bioenergetica: vi possono essere degli adattamenti e delle modifiche negli esercizi e nelle sequenze. Basandosi sulla sua esperienza, abilità e sensibilità, il conduttore sarà in grado di cogliere le vie evolutive migliori lungo le quali procedere con il lavoro bioenergetico, secondo le esigenze individuali e di gruppo e il livello di energia dello stesso.

A differenza della normale ginnastica, dove si prevede la ripetizione di un esercizio per un certo numero di volte, per passare poi a un esercizio successivo, nella bioenergetica ogni movimento è collegato con la funzione inspiratoria ed espiratoria; esso viene eseguito prestando attenzione a ciò che si sente, entrando in contatto con eventuali tensioni e resistenze, per individuarle e quindi imparare a scioglierle.

Gli esercizi di bioenergetica mirano ad aiutare chi li esegue a lasciarsi andare abbandonandosi, anziché a sviluppare forza muscolare. Quindi mentre nella ginnastica l'attenzione è rivolta prevalentemente al fare, nle movimento bioenergetico si è centrati più sulle sensazioni corporee e sulla respirazione.

L'uso del verbo "fare" qui non è correlato quindi all'attività meccanica: qualsiasi "fare" nelle classi è in relazione alle sensazioni e ai vissuti corporei ("Il fare che conduce all'essere"). Così il "fare" qualche volta può sembrare inattivo, come lo stare semplicemente in piedi e lasciar cadere il peso. Si tratta di un approccio biologico ed energetico (da qui bioenergetico), di un processo naturale di approfondimento del respiro e di liberazione delle energie bloccate nei muscoli tesi. Per il concetto di esercizi bioenergetici è fondamentale tenere conto del fatto che dove ci sono energia e sentimenti congelati seguirà grazia nel movimento. Fondamentale per questa grazia è il lavoro sul GROUNDING (radicamento): è un concetto introdotto da Lowen, che descrive il contatto energetico con la realtà. Avere grounding  vuol dire avere i piedi sulla terra. Il contatto con il terreno può essere sentito in modo più o meno profondo a seconda delle persone e, nella stessa persona, da un momento all'altro della sua vita. Ma avere grounding in senso più ampio,vuol dire anche essere in contatto con il proprio corpo e con la verità della propria esistenza, anziché "vivere tra le nuvole", soltanto nella propria testa e nei propri pensieri.

I più importanti strumenti di lavoro nella classe sono: la voce, che è connessa con i sentimenti e liberandola li mobilita e li esprime, ogni sentimento possiede infatti un proprio suono; il respiro, perché inspirare mobilita le corde vocali e produce vibrazioni. Senza forzare la respirazione si respira con la bocca aperta così da far entrare un flusso d'aria maggiore arricchendo il corpo di energia. Nell'espirazione si emette un suono che esprima ciò che sentiamo in quel momento. Un altro strumento è lo sguardo: perché negli occhi possiamo leggere il sentimento che anima l'individuo e possono esprimere la supplica, il desiderio di essere amato, la diffidenza, l'odio, la confusione. Il contatto oculare è molto importante ed inizia dalla nascita; in'ultimo, non per importanza la VIBRAZIONE, che è il modo che il corpo ha di sciogliere le tensioni. La vibrazione secondo la bioenergetica è dovuta ad una carica energetica nella muscolatura ed è anloga alla vibrazione che ha luogo in un filo elettrico quando la corrente lo attraversa. La mancanza di vibrazione indica che la corrente di eccitazione, o carica, è assente o molto ridotta.

Nonostante l'investimento corporeo ed emotivo sia a volte molto elevato, le classi non sono gruppi terapeutici, perché non prevedono una fase di elaborazione analitica dei vissuti emotivi con il conduttore. Ciò non significa che i partecipanti siano abbandonati a loro stessi o alle loro emozioni. Il conduttore, oltre l'adeguata formazione, deve anche possedere qualità personali, quali sensibilità emotiva e capacità di comunicazione empatica; egli propone gli esercizi e vigila sui processi in atto, è una presenza che garantisce contenimento al gruppo e contemporaneamente sostegno alle singole persone impegnate a vivere emozioni che da sole non riescono ad arginare.

Le classi di esercizi sono adatte a tutti, purché (come ribadisce Lowen) chi ha la responssabilità di condurle sappia riconoscere strumenti e limiti dello strumento. L'abilità del conduttore consiste meramanete nel dirigere l'attenzione senza dire ai partecipanti che cosa dovrebbero sentire, ma semplicemente aiutandoli ad arrivare al sentire, qualsiasi siano i sentimenti e le sensazioni del loro corpo. Dove una persona sente tensione o sforzo un'altra può sperimentare sensazioni fluenti. Dove un esercizio originarimante causa dolore, può con le ripetizioni e l'allenamento della tensione, procurare piacere.

Il tocco rassicurante del conduttore può in alcuni casi aiutare le persone a maturare un senso di sicurezza personale e sintirsi supportati emotivamente anche senza l'uso della parola; il conduttore agisce come una "madre sufficientemente buona", si accorge delle difficoltà del partecipante, si sintonizza emotivamente e risponde con un contatto fisico che comunica "cura ed accudimento".

 

Personalmente la conoscenza della bioenergetica rappresenta un anello di congiunzione tra i miei studi di psicologia e il suo profondo legame con il corpo. Per anni ho seguito questo intento attraverso l'approfondimento della Medicina Tradizionale Cinese e dello shiatsu. In ciò ho trovato moltissime risposte soddisfacenti sia a livello personale che professionale e il mio convincimento di un legame tra mente, corpo e spirito si è radicato tanto da non poter più considerare questi aspetti di studio e pratiche separate. Ma ho sempre sentito che la fislosofia orientale, seppur completa nei suoi principi naturalistici e nel porre le basi di una conoscenza dell'anatomia, della fisiologia e dei metodi di cura e guarigione, sia anche la più socialmente lontana dalla nostra cultura occidentale. Alla ricerca quindi di metodi di lavoro più vicini al nostro modo, non tanto di essere quanto di vivere, alla nostra cultura di origine e alla nostra evoluzione sociale, oggi ho trovato nella bioenergetica le risposte che cercavo e ritengo che la classe di esercizi possa essere uno strumento potente di miglioramento della società contemporanea e potrebbe anche svolgere un ruolo importante nell'area della medicina preventiva.

Come partecipante alla classe di esercizi di bioenergetica ho avuto modo di sperimentare su di me il lavoro corporeo e i suoi benefici, sentire sensazioni nuove attraverso la riscoperta di parti essenziali del mio corpo, attraverso la sua mobilizzazione ma anche attraverso la 'staticità'. 'Stare' inteso qui come momento di non movimento, di ascolto. Mi riferisco in particolare al concetto di grounding: sentire profondamente le mie gambe, i piedi, il terreno sotto di essi, la fatica di 'tenermi su' mi ha fatto sentire più viva, più presente con il mio essere e con le mie debolezze: il binomio sempre presente nel nostro corpo tra forza e debolezza. Ricordo con chiarezza la prima volta che ho sentito vibrare le mie gambe e il mio corpo: la piacevole sensazione di laciarsi andare alla vibrazione, piacevole sensazione di sentire l'energia che scorre. Ogni volta è stata un'esperienza diversa che rifletteva il mio diverso stato energetico e quindi amplificava la consapevolezza di me. Ma la partecipazione alla classe ha rappresentato anche divertimento e gioco: quel gioco spontaneo dimenticato di quando si è bambini che stimola fantasia, creatività e che permette poi nella vita di tutti i giorni di cercare sempre soluzioni nuove, di sapere trasformare e ricostruire. Sebbene la pratica individuale degli esercizi di bioenergetica sia entrata nella mia routine, la forza della classe, intesa qui come gruppo di persone è qualcosa che mi ha dato la possibilità di vivere apertamente me stessa, di accettare le sensazioni e le emozioni; ho sentito sempre il gruppo come luogo sicuro e tranquillizzante, ho provato il piacere dell'imitazione del linguaggio non verbale, un'imitazione penso molto vicina  a quella naturale dei bambini, indispensabile alla crescita e alla formazione della personalità

 

Di Stefania Rosati - Psicologa

Testo tratto da lavoro di tesi per "Conduttori di Esercizi di Bioenergetica" - con il Centro di Formazione in Analisi Bioenergetica dell'Umbria - Perugia (IIFAB - Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica - Rappresentante ufficiale in Italia del modello e del metodo dell'Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen).

 

Riferimenti bibliografici:

·       Alexander Lowen e Leslie Lowen, "Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica" - Manuale di esercizi pratici. 1979, Astrolabio

·       Francesco Padrini, "Esercizi di bioenergetica". 2007, Xenia Edizioni

·       Luciano Marchino -Monique Mizrahil, "Il corpo non mente". 2014, Edizioni Pickwik

·       Alexander Lowen, "La voce del corpo". 2009, Astrolabio

·       Cos'è una classe di esercizi di bioenergetica - Ovvero che cosa non è una classe diesercizi di bioenergetica di Ellen Green Giammarini (Trattao da International Journal of Bioenergetic Analysis)

 

lunedì 23 ottobre 2017

Aperte le iscrizioni al prossimo corso di TRAINING AUTOGENO in orario serale!


mercoledì 4 ottobre 2017



GRAZIE A MICHELA GIOVAGNINI E FIORINDA PEDONE CHE CON PASSIONE HANNO CONDOTTO IL LABORATORIO "BIOENERGETICA E MINDFULNESS PER BAMBINI".
GRAZIE A TUTTI I BIMBI E I LORO GENITORI PER LA PARTECIPAZIONE. VI RESTITUIAMO LE PAROLE DI FIORINDA PEDONE.
E a presto!
Due giornate fantastiche quelle di mercoledì 27 e venerdì 29 Settembre, a Baiano di Spoleto, provincia di Perugia, nella sede di OLISTICAmente NOI Asd, dove abbiamo condotto il progetto MINDFULNESS e BIOENERGETICA con i bambini del territorio.
Due incontri per far conoscere e sperimentare la meditazione e tutte quelle pratiche utili per muoversi consapevolmente nello spazio che ci circonda.
Riconoscimento del proprio sé, dell’altro, di Madre Terra. Ascolto profondo del respiro, delle emozioni. Movimento libero, naturale, condivisione in uno spazio protetto e senza giudizio, alcune delle cose che abbiamo sperimentato con i bambini. Due giornate dove il gioco e la leggerezza si sono interconnesse con il desiderio di restituire ai bambini il tempo d’intimo incontro con il respiro che li sintonizza alla voce del cuore.
Un nuovo paradigma, questo, che ha l’ambizione di insegnare ai bambini, a ritrovare lo spazio del “non fare”, dove lo spostarsi velocemente verso un obiettivo, si riduce al “dolce far niente di più” che rilassarsi, ascoltarsi, muoversi senza schemi competitivi. I bambini più che imparare una disciplina, in questi laboratori, trovano un luogo di libertà che li aiuta a riconoscere lo spirito creativo ed empatico che vive da sempre dentro di loro e li guida verso l’altro e il Tutto in modo spontaneo e sereno.
Due giornate che ci hanno nutrito profondamente ricordandoci che la felicità, il benessere, la forza interiore, la consapevolezza, il rispetto, l’empatia, l’intelligenza, la capacità di attenzione, il benessere fisico, mentale ed emotivo, hanno bisogno di essere coltivati come dei germogli di primavera.
Due giornate che spero diventeranno veri e propri laboratori di libera espressione, MINDFULNESS e Bioenergetica, laboratori dove insemineremo il terreno del cuore affinché, lo spazio che circonda ogni bambino, ritorni a essere un giardino fiorito.
Fiorinda Pedone

venerdì 11 agosto 2017




GIORNI ED ORARI DEI CORSI 
ANNO 2017/2018 (dal 13 Settembre)




LUNEDI’
MARTEDI’
MERCOLEDI’
GIOVEDI’

MAT
POM
MAT
POM
MAT
POM
MAT
POM
GINNASTICA ENERGETICA

18.30 19.30
10.00
11.00

10.00
11.00 (molto leggera)

10.00
11.00
18.30
19.30
CLASSE ESERCIZI BIOENERGETICA



18.00
19.30
















TUTTI I CORSI SI SVOLGERANNO PRESSO LA SEDE DELL'ASSOCIAZIONE 

 VIA DELL'ARTIFICIERE 2/A - BAIANO DI SPOLETO

INFO: 335.1765634


Corso di Ginnastica Energetica

Tecniche di stretching e ginnastica morbida. 

I movimenti lenti e semplici allentano lo stress e le tensioni, ripristinano l’equilibrio energetico, rendono il corpo più flessibile ed armonioso alleviando le rigidità dei muscoli e delle articolazioni.

La scelta degli esercizi più adatti alla condizione soggettiva di ogni persona viene fatta, con l'aiuto della conduttrice, educando la propria sensibilità verso se stessi e il proprio corpo e verso la risposta alle sollecitazioni che gli vengono date. Ne risulta così un lavoro estremamente personalizzato che affina la capacità di auto-ascolto e in definitiva, migliora la condizione psicofisica generale. 

L'attività è adatta a qualsiasi età


I partecipanti potranno scegliere di frequentare una o due volte alla settimana scegliendo tra i seguenti giorni ed orari:

  • LUNEDI' e GIOVEDI' dalle 18.30 alle 19.30 
  • MARTEDI', MERCOLEDI'* E GIOVEDI' dalle 10.00 alle 11.00

* La pratica del mercoledì mattina consisterà di movimenti molto lenti e semplificati accompagnati da tecnche di rilassamento. 


                                                          PRIMA LEZIONE DI PROVA GRATUITA!!!


                                                              ***

Classe di Esercizi di Bioenergetica
Spazio e tempo dedicato a esercizi volti a facilitare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e liberare le tensioni muscolari croniche. Sbloccando l'energia intrappolata nel corpo e lasciandola fluire in modo più libero si ottiene un senso di vitalità che accresce la capacità di sentire piacere, la motilità e il benessere sia a livello corporeo che emozionale.
La conduttrice inviterà i partecipanti ad eseguire particolari esercizi sia in piedi che a terra, utilizzando il corpo, la voce e il movimento. Lo scopo primario è quello di prendere coscienza del corpo in tutte le sue parti, unendole e integrandole secondo la visione bioenergetica che il corpo e la mente siano funzionalmente identici.

La classe si svolge tutti i martedì dalle 18.00 alle 19.30.

L'attività è adatta a qualsiasi età

                                                        PRIMO INCONTRO DI PROVA GRATUITO!!!

                                                                                     ***


Corso di Training Autogeno
Il Training Autogeno è una tecnica di rilassamento basata sull'apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione psichica che, se eseguiti in modo costante e regolare, consentono di raggiungere uno stato di distensione muscolare e psichico, di calma e di benessere generalizzato. E' uno degli approcci più utilizzati al mondo in ambito terapeutico, sportivo e riabilitativo e per lo sviluppo delle risorse umane. L'utilizzo degli esercizi aiuta a ridurre lo stress, intervenendo sulle varie tensioni muscolari, consentendo così di sfruttare al meglio le proprie energie e di ottenere un migliore rendimento psicofisico. Si pensa spesso che sia solo una tecnica di rilassamento, mentre possiamo considerarla una tecnica di cambiamento che produce nel praticante delle reali modificazioni fisiologiche. Uno dei punti di forza del T.A. è che dopo una fase iniziale di apprendimento è utilizzabile in completa autonomia da ciascuno.

Il programma del corso è caratterizzato da lezioni teorico-pratiche con esercitazioni guidate, analisi e discussione dei vissuti dei partecipanti, testimonianze di esperienze dirette. Nella parte pratica della lezione, il partecipante avrà la possibilità di sperimentare su di sé gli effetti benefici di questo utile metodo terapeutico.

Il corso si svolge  con cadenza quindicinale e potranno essere attivati più corsi con giorni ed orari diversi a seconda delle esigenze dei partecipanti.

                                                         PRIMO INCONTRO DI PROVA GRATUITO!!!

                                                     ***

martedì 8 agosto 2017

ARTE, CULTURA, SPORT NELLA VITA CIVILE E SOLIDALE





Si è svolta il 14 Luglio alla Rocca Albornoziana di Spoleto  una iniziativa promossa dalle Acli e dall’Unione Sportiva Acli di Perugia che ha visto l’inaugurazione di una mostra fotografica “PER NON RESTARE INDIFFERENTI”  con trenta immagini inedite realizzate da tre giovani artiste a marchio Artenatura: Laura Filippucci, Francesca Marinangeli
ed Eleonora Dottorini, che a tutto tondo, entrano nel tema oggetto dell’Enciclica di Papa Francesco “LAUDATO SI” facendone percepire anche lo spirito e l’indirizzo del pontificato.  Si parte dall’assunto  che l’uomo non è proprietario della terra che abita. Siamo ospiti di una casa comune che merita tutta la protezione possibile.
 In contemporanea all’interno della Camera Pinta si è aperta una riflessione a più voci sul tema: “ARTE, CULTURA, SPORT PER UNA VITA  CIVILE E SOLIDALE”.  Un confronto formativo-informativo che le Acli hanno inserito nel loro più ampio progetto del “Coltivare Futuro” per abbassare, in ambito territoriale l’asticella dell’indifferenza. Ad aprire e moderare l’incontro Sante Filippetti, Presidente Unione Sportiva Acli di Perugia. Hanno portato un loro contributo:  Nino Scimone (Presidenza nazionale U.S. Acli), Don Mario Venturi, Pierluigi Castellani (ex Senatore della Repubblica), Moreno Rosati (vicepresidente CONI Umbria), Stefania Rosati (Consigliere Nazionale U.S. Acli), Laura Filippuci ed  Eleonora Dottorini (artiste Artenatura).

Due ore significative all’interno della meravigliosa Camera Pinta in cui gli ospiti hanno potuto immergersi e gustare  la grazie dell’arte, vivere le sensazioni di questo connubio tra arte, cultura e la tematica dello SPORT, lo “SPORT CHE VOGLIAMO”, come ci invitano a riflettere l’U.S. ACLI e il CONI. Uno sport che sappia connettersi con il mondo esterno, che persegua l’obiettivo di “aprire” a tutti l’accesso alla pratica e in grado di facilitare l’educazione alla partecipazione coltivandone la crescita attraverso le attività culturali e sociali che si sviluppano nei territori.
L’evento è stato  patrocinato dal Comune di Spoleto e ha visto la collaborazione della Cooperativa Sistema Museo.
Le ACLI ringraziano i tanti partecipanti all’iniziativa e in special modo la collaborazione dei soci di dell'Associazione Sportivo Dilettantistica OLISTICAmente NOI e il Circolo ACLI di Baiano.








Riporto una mia riflessione condivisa con gli ospiti di questa giornata:

≪Corpo e mente nella visione olistica sono inscindibili e formano l'unità biopsichica di ciascun individuo che è una persona unica per i suoi aspetti corporei e per i suoi aspetti emotivi. Non possiamo pensare di occuparci del nostro corpo senza essere consapevoli di come il suo benessere o il suo stato influisca sulla nostra mente e tanto meno non possiamo pensare oggi di occuparci della nostra mente, di tenere attiva la nostra mente senza pensare ed essere consapevoli di come essa influisca sullo stato del nostro corpo.
Sottolineo questo secondo collegamento perchè nella nostra vita attuale siamo spesso chiamati ad impegnare la nostra mente, che corrisponde anche alla parte più alta del nostro corpo, che coinvolge il pensiero e le attività cognitive ed intellettive. Questa consapevolezza ci dovrebbe suggerire di occuparci di più del nostro corpo, in particolare dovremmo prestare attenzione nell'equilibrare l'impegno di questo segmento corporeo che è in alto con la parte più bassa del nostro corpo.
E cosa possiamo fare per lavorare su questo aspetto e su questo equilibrio?

Oggi qui stiamo parlando e ci stiamo confrontando sul valore della terra, della natura, del suo rispetto e del rapporto tra uomo e natura. "Tutto è connesso". Anche l'uomo possiede una natura che deve rispettare.
E questo aspetto è significativo nella visione bioenergetica di Alexander Lowen, che è stato nella metà del '900 il fondatore dell'Analisi Bionergetica, cioè un metodo psicoterapeutico che abbina ad uno spazio di analisi verbale con il cliente uno spazio dedicato al lavoro corporeo attraverso varie tecniche (esercizi, massaggi). E in questa visione di Lowen, nella posizione eretta dell'uomo dobbiamo prendere in considerazione con la stessa importanza i vari segmenti corporei della persona.
I due principali sono sicuramente quello in alto, di cui abbiamo parlato prima e quello più in basso: cioè il distretto corporeo che coinvolge le nostre gambe e i nostri piedi. Quindi abbiamo una testa che è collegata ai processi mentali e se vogliamo più in alto, sopra di noi, proiettata verso il cielo, la parte spirituale di noi. E poi abbiamo un segmento corporeo più basso, le gambe e i piedi collegati alla terra, alla madre terra.
Lowen denomina il contatto del nostro corpo con la terra con il termine di GROUNDING, che letteralmente vuol dire radicamento a terra e rappresenta una delle posizione di base della bionergetica. Quando siamo in contatto con la terra, ben radicati siamo più collegati alla realtà, maggiormente consapevoli di noi, di chi siamo, quali sono le nostre radici e quale è il nostro posto in relazione agli altri e a ciò che ci circonda.
Essere grounded, essere radicati comporta essere in contatto fisicamente ed emotivamente con la realtà: con le sensazioni del corpo e con l'ambiente con cui entriamo in relazione, sentire la connessione energetica con la terra, che è la nostra madre biologica.
Per concludere questa parte cito una frase di Lowen:
"Noi esseri umani siamo come gli alberi, radicati al suolo con una estremità, protesi verso il cielo con l'altra, e tanto più possiamo protenderci quanto più forti sono le nostre radici terrene. Se sdradichiamo un albero, le foglie muoiono; se sdradichiamo una persona, la sua spiritualità diventa un'astrazione senza vita." (Alexander Lowen)

Ringrazio chi ci ha consentito di organizzare questo evento in questa prestigiosa location. Dal Ministero dei Beni Culturali al Comune di Spoleto alla Cooperativa Sistema Museo che gestisce e valorizza questi ambienti e ne valorizza le attività.
Da qualche tempo si è attivata una collaborazione con Sistema Museo che si prefigge un connubio tra il mondo della cultura e dell'arte e le discipline olistiche di cui abbiamo accennato. 
E' "LO SPORT CHE VOGLIAMO", quello che, come ci invita a riflettere l'Unione Sportiva Acli, sappia connettersi con il mondo esterno, che persegua l'obiettivo di "aprire" a tutti l'accesso alla pratica e in grado di facilitare l'educazione alla partecipazione coltivandone la crescita attraverso le attività culturali che si sviluppano nei territori.
Io non sono una esperta di arte ma credo che l'arte possa anche essere definita come "movimento espressivo naturale", dell'artista certamente ma anche di colui che si approccia alla visione dell'arte, sia esso un quadro, una scultura o altre forme artistiche ed espressive quali la musica o la danza.
Essere in contatto con noi, con il nostro corpo, con la nostra natura e quindi con le sensazioni più vere di noi ci permette di vivere l'arte nella sua forma più completa ed alta.
E allora, vi lascio con un suggerimento e una prova che potrete sperimentare fin da oggi in questo meraviglioso contesto. Provate a fermarvi di fronte ad una immagine o una scultura che vi colpisce. Fermativi, radicatevi a terra ascoltando tutta la pianta dei vostri piedi a contatto con il terreno, aprite il vostro respiro, provate a liberare la mente da altri pensieri e ascoltate attraverso tutti i vostri sensi cosa arriva dentro di voi, quali sono le vostre sensazioni più profonde, come risuona emotivamente questa immagine dentro di voi. 
E gustate questo momento di piacere e di grazia.≫

Stefania Rosati

venerdì 21 ottobre 2016

Approfondimento di uno dei benefici del Training Autogeno: AUTOSEDAZIONE (SMORZAMENTO DELLA RISONANZA AFFETTIVA)

La prima possibilità che ci offre l’allenamento al training autogeno è un’autoinduzione di calma. Tale effetto si realizza attraverso due vie parallele: da un lato per mezzo della rappresentazione psichica della formula “io sono perfettamente calmo”, dall’altro per la sempre maggiore capacità dell’organismo a mettersi in uno stato di distensione; entrambi questi effetti vanno man mano facendosi sempre più validi ed attivi in conseguenza del progredire dell’allenamento. L’elemento essenziale di questi effetti è la conseguenza del fatto che ogni reazione emotiva, nel suo aspetto globale, modifica sistematicamente l’insieme dell’organismo, in ogni suo equilibrio. Dalla fisiologia sappiamo che le stimolazioni emotive non determinano soltanto astratte ripercussioni localizzate nella corteccia, ma provocano onde di eccitamento che coinvolgono l’organismo nella sua totalità, in ogni suo sistema. Sia nell’uomo che nell’animale si producono, in conseguenza di stimolazioni stressanti, delle profonde oscillazioni negli equilibri vitali. Questi si manifestano sia con le espressioni dei sistemi muscolare e vascolare sottomessi al comando centrale del sistema neuropsichico, sia per la messa in tensione o la secrezione di organi sotto il controllo neurovegetativo. L’effetto del training autogeno è basato sul fatto che l’emotività e certe funzioni organiche sono strettamente integrate: esse rappresentano la globalità psicofisica.

Bisogna ammettere una interpretazione unitaria dell’essere vivente e la compartecipazione di corpo e psiche alla produzione di quel processo vitale unitario che è la reazione affettiva. Una tecnica, come il training autogeno, che permetta a colui che si allena, di raggiungere per mezzo di una momentanea concentrazione psichica una messa a riposo di così importanti sistemi di espressione come i muscoli, i vasi, il cuore, il respiro, e perfino, entro certi limiti, gli organi addominali, è facilmente comprensibile che possa smorzare in modo rilevante la componente somatica delle reazioni affettive. Questo meotodo è in posizione diametralmente opposta a tutti quelli che si propongono di diminuire le reazioni espressive, inevitabili di fronte ad una emozione, per mezzo di un atto della volontà, a quei tentativi di autocontrollo, per così dire, spastico. Con questi metodi il soggetto cerca di evitare l’esteriorizzazione delle emozioni per mezzo di una inibizione attiva ma non può impedire lo svolgimento della risonanza delle stesse a livello psicologico. Al contrario, con il training autogeno, lo smorzamento della risonanza emotiva a livello psicologico fa sì che non sia il soggetto a cercare di controllare attivamente con la propria volontà le sue reazioni somatiche, ma esse vengano da se stesse come ‘smorzate’.

Il significato pratico di uno smorzamento della risonanza emotiva è evidentemente di grande importanza nella vita quotidiana. Esso permette di sopprimere reazioni emotive perturbanti e, a seconda del grado di padronanza del metodo, può consentire di evitare oscillazioni esagerate ed inopportune agli stimoli emozionanti. Esso può inoltre anche essere utilizzato come tecnica profilattica allo scopo di consentire la possibilità di defendersi da situazioni particolarmente impegnative che si debbono affrontare. A tale scopo, prima di affrontare la situazione impegnativa, si possono praticare gli esercizi di traning autogeno, ponendosi nell’atteggiamento opportuno, per il tempo disponibile e sufficientemente necessario, a seconda della individuale padronanza degli esercizi stessi, per raggiungere una concentrazione passiva indifferente. Un sistematico allenamento alla distensione, protratto per molti anni, è ben logico che possa portare ad una vera e propria imperturbabilità. Comunque non  bisogna fraintedere: lo smorzamento dell’affettività non è un appiattimento o un impoverimento dei sentimenti e delle emozioni, al contrario: esso serve solo ad eliminare o a calmare le manifestazioni troppo intense ed eccessive le quali sotto forma di ondate “hanno il potere di sopraffare temporaneamente tutta la restante affettività”.

J.H. Schultz “Il Training Autogeno” – Esercizi Inferiori – Ed. Feltrinelli, 1991

Bernt H. Hoffmann “Manuale di Training Autogeno” – Ed. Astrolabio, 1980

lunedì 26 settembre 2016


             Classe di

 ESERCIZI  di           BIOENERGETICA

condotti da Stefania Rosati (psicologa)



La classe di esercizi di bioenergetica è uno spazio e un tempo dedicato a esercizi volti a facilitare una maggiore consapevolezza del proprio corpo e liberare le tensioni muscolari croniche.

Sbloccando l’energia intrappolata nel corpo e lasciandola fluire in modo più libero si ottiene un senso di vitalità che accresce la capacità di sentire piacere, la motilità e il benessere sia a livello corporeo che emozionale.

La conduttrice inviterà i partecipanti ad eseguire particolari esercizi sia in piedi che a terra, utilizzando il corpo, la voce e il movimento. Lo scopo primario è quello di prendere coscienza del corpo in tutte le sue parti, unendole e integrandole secondo la visione bioenergetica che il corpo e la mente siano funzionalmente identici.

La classe di esercizi di bioenergetica può essere svolta da chiunque; non è richiesta nessuna partecipazione atletica.

Durante l’intero ciclo della vita, rappresenta una valida forma di prevenzione della salute psicofisica e di promozione del benessere personale.




“Gli esercizi bioenergetici, se praticati regolarmente e in modo non competitivo, possono favorire in chi li esegue, maggiore padronanza di sé, una respirazione più profonda, una consapevolezza maggiore del proprio corpo e del senso di radicamento, sensazioni più intense, più vitalità e spontaneità,in una parola, promuovono il piacere di essere vivi!”  (Alexander e Leslie Lowen)











La classe si svolge tutti i MARTEDI' dalle 18.00 alle 19.30 presso il Circolo ACLI di Baiano (Spoleto) a partire da MARTEDI' 15 NOVEMBRE 2016


Si consiglia abbigliamento comodo e calzini. 

Primi due incontri di prova gratuiti!!!

Per prenotare uno e due incontri: 335.1765634 Dott.ssa Stefania Rosati - Psicologa . Interviene sul singolo o sul gruppo con approccio psicocorporeo e secondo una visione di unità mente/corpo della persona.  Nell’ambito della classe di esercizi di bioenergetica Diploma di “Conduttori di Esercizi di Bioenergetica” con il Centro di Formazione in Analisi Bioenergetica dell’Umbria – Perugia (IIFAB – Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica – Rappresentante ufficiale in Italia del modello e del metodo dell’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen).

Il corso è  Promosso da OLISTICAmente NOI – Associazione Sportiva Dilettantistica nell’ambito delle attività di prevenzione e promozione della salute e del benessere